Press & Rumors

“Die Choreografie mit der gleichzeitig entstandenen, düsteren Komposition von Joel Gilardini beeindruckt mit eigenem Rhythmus und einem Fluss, der von Impulsen aus dem Torso angetrieben wird. […] Und es gelingt ihm, die besondere Atmosphäre auf das Publikum zu übertragen – ein Erlebnis, das nachhallt.” Das Landbote

“Er hat sie eigens für mein Stück komponiert – und zwar mit verschiedenen Instrumenten, Maschinen, komischen Geräten. Es klingt nach elektronischer Musik, ist aber analog von A bis Z.” Das Landbote (Interview an Benoît Favre über das Ballett Stuck Disrupted)

“Die experimentelle Musik von Joel Gilardini hilf mir sehr dabei, meine Eigene Geschichte in dieser Choreografie zu finden. Schliesslich geht es ja um mehr als nur Schritte.” MAG 47 Opernhaus Zürich (Giuditta Vitello, Tänzerin des Junior Ballett Zürich, über Disrupted)

“Mit einer Gitarre, diversen Loopgeräten und anderen technischen Gerätschaften schaffte es der 33-Jährige aus Zürich, einen sphärischen Klangteppich live vor Ort zu erzeugen, welcher akustisch unmittelbar auf die aktuelle Stimmung der Konzertbesucher im Foyer einwirkte.” Neue Zuger Zeitung, Zug Kultur

“Fascinates with his projects from jazz to dub-stoner fans and up to old school metalheads” klubi.ch

“Avec un goût marqué pour les métaphores glaciaires et les guitares augmentées en cordes, Joel Gilardini travaille une matière ambient distordue d’où émergent des morphogénèses fantastiques et tourmentées.” Paris Loop Jubilee 2014

“Joel is a wonderful guitar player” Eraldo Bernocchi (Sigillum S, Ashes, Somma, Obake, Metallic Taste Of Blood, Blackwood)

“Such a cool ambient sound” Nik Bärtsch

“His ambient-doom-sets sounds like Scorn, but in a gentle way” Micheal Ho (TuningSpork, NiceTry Records, None Of Them)

The Land Of The Snow ~ Paths Of Chaos:

“Evoca i migliori Godflesh (Pure) e idealmente il disincanto colto della Neurot.” Sodapop Webzine

“[…] the riffs continually evolve at the right times to inject a new energy into the tracks and to keep them interesting. […] This is definitely going to be one I’ll be listening to for years to come.” 9 out of 10 DPRP.net

Paths Of Chaos è un tentativo riuscito di portare l’ascoltatore in un territorio altro rispetto a quello dove sta la sua forma fisica.” 8 out of 10 Metaleyes Iyezine

“TLotS impresses with a strong instrumental release that strikes you to the core; it contains a prodigious amount of passion that should be explored.” Metal Nexus

“Despite the grounding homogeneity, in Paths Of Chaos there are changes of pace and situations, which are immediate to assimilate, and that let pass in an instant this forty minutes album.” The New Noise

Mingle & The Land Of The Snow ~Vuoto/Leere:

“Lavoro interessante che sperimenta l’unione di modernità e passato storico con un effetto a contrasto che risulta vincente.” DarkRoom Magazine

Vuoto/Leere è un album che, pur lontano dalla musica di consumo, usa un linguaggio semplice e comprensibile che parla al nostro lato più emotivo e ci permette di gettare uno sguardo nuovo su storie e paesaggi che solo in apparenza già conosciamo.” Sodapop Webzine

“I pezzi si allineano verso un maggiore uso della chitarra baritonale a sette corde di Gilardini che dialoga in maniera diretta con maestose aperture elettroniche spezzate da dolci sferzate breakbeat.” Rosa Selvaggia

Sshe Retina Stimulants & The Land Of The Snow ~ Free Bitches Love:

“[…] siamo alla follia: forse un termine di paragone può essere la marea montante di rumore dei primi Locrian, ma combinata con la sensazione di trovarsi in un arcipelago di suoni che cominciano a vivere di vita propria (Balestrazzi). Se ce la fate, è una bomba.” The New Noise

The Land Of The Snow:

“There is a strange quality in his music that sounds improvised and at the same time math ruled” Metalsoundscapes

“Le strutture delle sua canzoni tentano di fregarci, potrebbero sembrare improvvisazione, ma la matematica non mente, e sopratutto lascia poco spazio. Altro punto a favore di Gilardini è che non esagera mai nei virtuosismi, sacrifica il superfluo per l’essenza della canzone.” Rockit.it

“[…] ci sembra di seguire un’anima in una selva, certamente oscura e folta, quasi un labirinto in cui si è immersa volutamente. ” Gwendalyn Webradio

“The Land Of The Snow mixes atmospheric jazzed parts with metal passages in a really natural way” Voice Of The Sun

“Un viaggio vero e proprio durante il quale potreste anche ritrovarvi come annebbiati ed in balia delle note suonate. Un lavoro fatto con l’anima in tutti i sensi e la cosa è palese. Emozioni musicali!” Suoni Distorti Magazine

“A faceted, intriguing and impressive project.” Back In Black/GQ Italia

“The Land Of The Snow is cool” Colin Edwin (Porcupine Tree)

Mulo Muto:

“[…] While the overall feeling of this cassette could be considered either drone or minimal, it is easy enough to assume that what would grab the listener right away would be not only quieter but also simple. Yet, the more you listen to this masterpiece by Mulo Muto, the more you will begin to hear the inner workings of the background (which makes it anything but simple) as well as a certain level of power that more than makes up for it seeming quiet.” Raised By Gypsies

“I due muli non sono qualcosa che si possa tollerare blandamente o si amano o si odiano, a voi la scelta […]. Si tratta di un Harsh noise fatto con tutti i crismi del genere, ragionato, curato, lontano dai rumorismi eccessivi, per cui non ci sono cazzi. O siete dentro o siete fuori.” Tritacarne Webzine

“Gefallen mag, dass MULO MUTO auf organische Grundstoffe setzen, welche sie mit elektronischen Spielereien akzentuierten, das ihrem Sound viel Ausdruckskraft verleiht.” Kulturterrorismus.de

“[…] a fare la differenza è la cura minuziosa riservata al suono, potente da far vibrare le viscere ma sempre ascoltabile: sembra impossibile possa uscire da un oggetto così piccolo e innocuo.” Sodapop Webzine

“Tutta questa manipolazione aggressiva e sintetica non esclude il fatto che si possa viaggiare con la fantasia. Sto infatti immaginando una delle tante tribù Maya che, spinte dal frastornante richiamo dell’analogico nastro dei Mulo Muto che fuoriesce da un gigantesco totem somigliante ad un walkman, percorre silenziosamente le linee religiose ed extraterrestri di Nazca per assistere all’evento celeste.” The New Noise

“I due progetti hanno in comune sia il minimalismo esecutivo che un approccio semi-improvvisato, oltre ad una insistente circolarità tonale che trasforma l’intera opera in una sorta di mantra cerebrale.” DarkRoom Magazine